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Il 3 aprile scorso nell’Aula magna di Palazzo Granata di Riposto le classi III E, III H e IV F hanno partecipato ad un incontro con la scrittrice Marinella Fiume sul tema “Caccia alle streghe : guaritrici siciliane di ieri e di oggi”,

 organizzato dalle prof.sse Grazia Catalano, Francesca Di Bella, Angelina  Tomarchio e Nancy Velardita.

L’incontro è stato la conclusione di un lavoro di approfondimento effettuato dagli alunni su un fenomeno, quello della caccia alla streghe che, già presente nel Medioevo, ha assunto forme inaudite durante il Rinascimento e che si è protratto  fino alla prima metà del  ‘700, soprattutto nei Paesi sottomessi alla dominazione spagnola. Qui l’Inquisizione ha perseguitato e condannato  al rogo o bandito dalla propria terra tutti coloro che per qualche ragione  erano sospettati di non osservare in pieno l’ortodossia cattolica, di appartenere a sette religiose eretiche, di praticare l’alchimia o di sostenere teorie scientifiche in contrasto con  quelle della Chiesa. Oggetto di persecuzione, di torture  e di condanna al rogo  sono state soprattutto  molte donne,  quelle donne considerate dalla cultura ufficiale  “Streghe”;  erano spesso medichesse, guaritrici di campagna, che esercitavano la medicina delle erbe, che aiutavano a partorire, prevedevano il raccolto, donne depositarie di un sapere tramandato di madre in figlia e che affonda le sue radici nei  culti  della terra, culti in contrasto con la religione ufficiale. L’intervento della scrittrice Marinella Fiume  è stato  interessante perché ci ha raccontato una caccia alla streghe inedita, quella che ha interessato la Sicilia, quando a Palermo nel 1487 fu introdotto per volere della monarchia spagnola  il tribunale dell’Inquisizione, che ebbe sede nel carcere dello Steri,  “luogo di storie di inaudita violenza, torture fisiche e psicologiche, corpi violati, coscienze coartate dentro le strettoie di un irriducibile dilemma: abiura o morte”. Abbiamo avuto così l’opportunità di conoscere le  testimonianze di alcune donne che nel carcere dello Steri  hanno trascorso  periodi di disperazione, immensa sofferenza e solitudine, in attesa di una condanna o  di un ‘utopistica liberazione. Attraverso queste testimonianze,  raccolte nell’ultimo romanzo della scrittrice, La bolgia delle eretiche,  queste figure di donne, finora ignote alla storia ufficiale, ci sono state restituite, e le  nostre alunne, molto emozionate,  hanno prestato le loro voci per raccontare le loro storie.

Ma ci sono altre storie di guaritrici  che finiscono a lieto fine. Una di queste la scrittrice ce l’ha regalata nel suo libro “Di madre in figlia”, un’ interessante intervista  ad una guaritrice di campagna dei nostri giorni, operante a Fiumefreddo di Sicilia, morta centenaria, che ci ha fatto scoprire da vicino un mondo, quello delle guaritrici, che nulla ha di “maligno”; che ci ha fatto capire che quello delle guaritrici  è un vero e proprio sapere alternativo, appartenente alla nostra tradizione  e che vale la pena tramandare. L’incontro si è concluso con la recita impeccabile  dell’alunna Federica   Geremia di IV F   di un monologo di Barbara de Giorgi “Chiamatemi strega” perché, attualizzando il tema, “i roghi esistono ancora” e purtroppo molte donne “ci finiscono  dentro”.

Un grazie alla prof.ssa Marinella Fiume, che  è riuscita a  tenere desta l’attenzione degli alunni con la sua presentazione puntuale e allo stesso tempo esilarante, agli alunni per l’impegno e la maturità dimostrati e ai colleghi che hanno collaborato e lavorato con gli alunni con grande dedizione.

La prof.ssa Grazia Catalano